martedì 11 dicembre 2007

Semplicemente Zingaro


Un poeta camerunese, Ndjock Ngana, diceva: “Conoscere una sola lingua, un solo lavoro, un solo costume, una sola civiltà, conoscere una sola logica è prigione”. Una verità che in una società diventata multiculturale dovrebbe essere il preambolo di tutte le politiche dell'immigrazione. Purtroppo, e non so spiegare il motivo, poco si è fatto per avvicinare culture diverse e per farle dialogare. E mi viene in mente un esempio che ci è vicino: cosa sappiamo degli zingari, della loro storia e della loro cultura? Un popolo di nomadi con i quali l'integrazione è impossibile, che vivono nelle baracche di elemosina e di furti, che prevedono il futuro leggendo la mano, che fanno sposare i loro figli quando sono ancora bambini, che cantano e festeggiano anche quando le cose vanno male. Per farla breve, una cultura “inferiore”.
Siccome penso che, malgrado tutto, questo popolo abbia sofferto molte ingiustizie e sia soggetto a tanti pregiudizi, proverò a farne una piccola presentazione.
La parola “zingaro” è un termine convenzionale usato per identificare un insieme di etnie inizialmente nomadi sulla quale origine si è dibattuto a lungo.
Discendenti di popolazioni provenienti dal nord dell'India, verso l'anno mille sono stati obbligati ad emigrare verso varie zone dell'Asia, Europa, nord-Africa, sud-America e Oceania. Arrivati in Europa, per essere ben accolti, raccontavano di essere pellegrini dal Piccolo Egitto (regione del Peloponneso) e obbligati a vagare per il mondo per sette anni. Il carattere misterioso della loro provenienza aveva affascinato la società medioevale e quindi furono ben accolti. Ma le abitudini di vita diverse da quelle delle popolazioni sedentarie, le bande di ex militari e di mendicanti tra gli zingari hanno contribuito alla loro cattiva immagine e alla ostilità da parte delle popolazioni. Siccome le possibilità di insediamento erano scarse, l’unica possibilità di sopravvivenza consisteva nel vivere ai margini della società. Inoltre, in Europa di quei tempi il colore scuro della pelle era associato alle forze del male (i demoni erano dipinti di nero). In più, praticavano la cartomanzia e la lettura della mano e, in generale, attività legate al soprannaturale. Tutto ciò ha contribuito con successo all'aumento dei pregiudizi nei loro confronti e all'inizio delle persecuzioni in Europa. In Romania e Serbia sono stati schiavizzati per un certo tempo, ma anche in altri stati si sono registrate uccisioni e deportazioni degli zingari (il Porajmos - "devastazione" – rimane nella storia per ricordare il tentativo di sterminio al quale sono stati sottoposti le popolazioni zingare durante il regime nazista).
Si conoscono varie etnie di zingari: rom (nella loro lingua vuol dire “persona”), sinti, camminanti e vari gruppi: rom, sinti, kale, manouches, romanichals, jenisch. La loro lingua si chiama romani, parlata in innumerevoli varianti dialettali. E' una lingua che ha origine dal sanscrito.
In Europa, gli zingari vivono nei Balcani e nell'Europa centrale e hanno la cittadinanza del paese dove vivono. Per questo si parla di zingari romeni, zingari serbi, zingari croati, zingari macedoni, zingari italiani, zingari albanesi, zingari spagnoli, zingari russi, zingari greci, zingari bulgari, ecc.
In Italia sono presenti numerosi gruppi zingari arrivati in varie epoche. La loro più antica presenza è segnalata nel XV secolo, nella zona centro-meridionale del paese.
Oggi in Italia ci sono diversi gruppi nomadi, seminomadi e stanziali: i Sinti (in maggior parte nomadi e giostrai), i Rom abruzzesi, i Rom Lovara e Kalderasa (allevatori di cavalli, indoratori e lavoratori del rame), i Rom Khorakhana e Kanjarja (provengono dalle regioni centromeridionali della ex Jugoslavia), i Rom Rudari (originari della Romania, si occupano della lavorazione del rame e sono musicanti), i Kaulja (provengono per lo più dalla Francia, ma sono originari dell'Algeria). I Camminanti siciliani sono venditori ambulanti.
Sembra che gli zingari non abbiano sviluppato una credenza religiosa propria. Si crede in un mondo sopranaturale dove si contrappongono le forze del bene e del male, con la presenza di entità fantastiche che si manifestano soprattutto durante la notte. Però la religione degli zingari, nella maggior parte dei casi, è quella della popolazione fra cui vivono. Ci sono, quindi, zingari cattolici (in Italia, Spagna, Francia, Ungheria, Polonia, Slovenia, Austria, Croazia), zingari ortodossi (Romania, Bulgaria, Russia, Serbia, Grecia), protestanti (nord Europa), musulmani (Bosnia, Kossovo, Macedonia).
Un insieme di tradizioni e di credenze costituiscono la cultura zingara, messa a dura prova dai cambiamenti che hanno iniziato a colpire il modo di vivere degli zingari. Ma la coscienza dell'appartenenza ad una cultura che sta per disintegrarsi ha determinato una presa di posizione da parte degli zingari stessi che hanno iniziato ad organizzarsi in questo senso. Così, sono nate associazioni di zingari con lo scopo di preservare la lingua e la cultura zingara. Anche l'UE si è mostrata in numerose occasioni interessata a trovare soluzioni per non permettere una perdita di identità delle popolazioni zingare. Inoltre, ha disposto misure di integrazione sociale, misure atte a mettere fine alla discriminazione alla quale sono stati soggetti per tanto tempo gli zingari: educazione, formazione professionale, coinvolgimento nella politica (vi sono parlamentari zingari in diversi parlamenti nazionali e anche nel Parlamento Europeo), inclusione sociale. Tutto ciò in un mondo nel quale i pregiudizi sugli zingari continuano ad esistere.
Per capire le popolazioni zingare bisogna dialogare di più, avvicinarsi con più interesse al loro modo di essere e alla loro cultura. Ecco la definizione che si danno gli zingari stessi, ripresa da un poeta zingaro, Spatzo (Vittorio Mayer Pasquale) Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà./ In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria. / Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo. / .... / Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose / che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare: / una mattina di sole, un bagno nella sorgente, / lo sguardo di qualcuno che ci ama. / E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce. / Ci piace camminare sotto le stelle. /Si raccontano strane cose sugli Zingari. / Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle / e che possiedono il filtro dell'amore. / La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi. / Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo. / La nostra è una vita semplice, primitiva. / Ci basta avere per tetto il cielo, / un fuoco per scaldarci /e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

Raluca Albu