giovedì 16 aprile 2009

MoosEsooM ti regala un monitor LCD


Il blog MoosEsooM compie 3 anni...quale modo migliore di festeggiare insieme ai suoi lettori e alla blogosfera italiana con un bel contest? Cosa aspettate? Correte a leggervi il regolamento e diffondete la voce: piu' gente partecipera' e piu' volentieri lo sponsor ci confermera' la sua disponibilita' per nuovi e ancor piu' succosi premi. Se poi vorrete fare un giro sul loro sito, non e' obbligatorio per la partecipazione al contest, pero' loro saranno ancora piu' contenti.

Per parteciparae dovete:

- avere un
blog da almeno 3 mesi ed essere residenti in territorio italiano o nella Repubblica di San Marino.
- inserire nel proprio
blog / sito un post di segnalazione del contest.
Il post dovrà contenere:

- l’immagine del contest (qui in alto)
- un link al post:
http://moosesoom.blogspot.com/2009/04/moosesoom-ti-regala-un-monitor-lcd-17.html
- un link allo sponsor
http://shop.corimtec.com
- segnalare nello spazio commenti di MoosEsooM il vostro post.


Il contest finirà venerdì 15 Maggio 2009 alle ore 24.00.


Il vincitore sarà proclamato sabato 16 Maggio 2009 ed avvisato immediatamente via email (all'indirizzo indicato come contatto sul suo sito).


Svolgimento: ad ogni commento con link valido e rispettoso del presente regolamento, sarà attribuito un numero progressivo, nel caso in cui i commenti totali siano inferiori o pari a 90, il primo numero estratto sulla ruota nazionale dell’estrazione del lotto di sabato 16 Maggio corrisponderà al numero del vincitore del contest, ovvero al numero del commento, mentre il secondo numero della ruota sarà la riserva. Nel caso i commenti validi siano più di 90, l’estrazione sarà generata dal sito Random.org. Il vincitore sarà avvisato via email e dovrà comunicarci celermente i suoi dati, necessari alla spedizione. In caso di problemi di comunicazione, irreperibilità e/o simili, passeremo alla riserva.

Il vincitore verrà proclamato con un post ufficiale sul blog http://moosesoom.blogspot.com, alle ore 15.00 di lunedì 18 Maggio 2009.


Visitate:

MoosEsooM

Corimtec Shop

mercoledì 25 febbraio 2009

SHOP CORIMTEC



Pubblicato il sito CORIMTEC per il commercio online al dettaglio di hardware / software / servizi. Potete cliccare sul link SHOP di questo sito o andare direttamente su http://shop.corimtec.com

E la nave va....???


La farsa che sta vivendo l'Italia da un po' di tempo sembra non aver mai fine, anzi, si complica, si articola in mille trame che hanno come risultato un clima non sereno in cui, purtroppo, rischiamo di diventare pupazzi inanimati che rispondono solo per inerzia delle funi che ci muovono in su, in giù, a destra o a sinistra.

Faccio riferimento alle politiche economiche e migratorie di questo paese, politiche che sembrano clamorosamente fallite. Viviamo un momento difficile: lavoratori che perdono il posto di lavoro, precari che da un giorno ad altro sono mandati a casa, giovani cui viene negato il futuro, gente che non ha più fiducia nelle istituzioni dello stato, politici accecati dal potere, gente assetata di giustizia e fiducia in un futuro migliore. Non posso credere che in questo clima si parli, giorno dopo giorno, solo dei così detti “stupri etnici”, il decreto antistupro, gli stranieri trasformati in streghe da bruciare, traffico di organi, sfruttamento della prostituzione, sicurezza arrivata a livello di bandiera di partito. Ho paura che in queste nuove condizioni verranno messi in discussione tutti gli sforzi realizzati in anni di buona convivenza tra italiani e nuovi arrivati, che l'arricchimento culturale che ci ha resi più consapevoli che insieme “si può fare” perda valore e significato. E siccome “il sonno della ragione genera mostri” mi auguro che scenari, che adesso ci appaiono quasi fantasmagorici, non diventino realtà quotidiana: la paura dei vicini di casa, la reticenza davanti ad una faccia di un altro colore, lo sguardo lungo su un viso velato, cambio del marciapiede quando si sente un accento straniero, scelta della scuola senza bambini stranieri. Non posso invece ignorare alcune misure come l'esercito nelle città, Lampedusa trasformata in campo di concentramento, gli accordi presi con i regimi dittatoriali del nord Africa, le ronde cittadine che “collaborano” con le forze dell'ordine, che rientrano tutte nelle politiche di chiusura realizzate o annunciate. Diffusa a largo livello, la “cattiveria” dichiarata dal governo contro i clandestini inizia ad avere i suoi frutti. Ripetuti episodi di razzismo, le aggressioni gratuite contro gli stranieri, le istigazioni alla violenza contro gli immigrati sotterrano senza rimpianti le politiche di integrazione di cui si era tanto parlato e di cui l'Italia era talmente fiera. Si usano in tal senso tutti i mezzi di informazione tradizionali ma anche moderni, come internet. Basta collegarsi al famoso sito facebook. Digitate: straniero, albanese, romeno, marocchino, immigrato, zingaro e vi si svelerà un paesaggio variopinto di gruppi (“Basta immigrati”, “Stop agli immigrati”, “Immigrati fuori dalle p..”, “Immigrati? Non se ne può più”, “Quelli che odiano i romeni”, “Fuori i romeni dall'Italia”) tutti semi portati dal vento di diffidenza e di insicurezza che inizia a soffiare in Italia.

La società italiana ha avuto le forze per reagire a questo nuovo clima. Ne è prova il NO categorico dei medici e degli infermieri che si rifiutano di denunciare i clandestini e le mobilitazioni annunciate in questo senso, lo sforzo quotidiano dei lampedusani che soccorrono in mare “i sognatori di libertà”, gli insegnanti che promuovono il dialogo e la buona convivenza tra alunni italiani e stranieri, la chiesa che prende posizione nella difesa dei diritti umani per tutti, le associazioni che mettono il loro lavoro a disposizione di coloro che devono regolarizzare la loro permanenza in Italia, gente comune che sa che straniero non vuol dire delinquenza, ma risorsa.

L'inverno passerà in fretta e il clima con tendenze ghiacciate svanirà come un brutto sogno, ma non si dovrà mai dimenticare cosa voglia dire società democratica e quali siano i suoi valori, affrontare con serietà i veri problemi dell'Italia quali la mancanza di lavoro, la flessibilità trasformata in precarietà, il futuro dei giovani, le politiche per i nuclei familiari, le vere politiche di integrazione degli immigrati, l'accesso all'informazione per tutti e sostituire un apparato burocratico lento con la modernità degli strumenti offerti da questo secolo, ovvero internet. Ridimensionare tutto a misura d'uomo a prescindere della nazionalità, del colore della pelle, della fede e orientamenti sessuali. Credo nell'Italia dove la libertà individuale è il principio che governa tutto, nella cornice della separazione dei poteri nello stato.


Raluca Albu

Back to you

Dopo un lungo periodo di assenza, sono tornata!!!!

mercoledì 12 marzo 2008

Chi sa perché


Tante volte mi sono chiesta cosa mi abbia spinto a lasciare il mio paese e a scegliere l'Italia come la mia seconda casa. Una volta non trovavo difficoltà a darmi una risposta: il desiderio di studiare all'estero ed ampliare le mie conoscenze, la possibilità di ricercare nuovi campi di studio, la speranza di trovare un lavoro che mi desse soddisfazioni. Parte di questi desideri hanno avuto un riscontro nella realtà: ho iniziato con molto entusiasmo un dottorato che ha finito per deludermi, ho lavorato per più di tre anni in un dipartimento di politiche comunitarie di Unioncamere nell'ambito della progettazione europea, ho fatto molte amicizie e pensavo di provare la mia strada verso Bruxelles. Ero extracomunitaria (sinceramente questo appellativo non mi ha mai dato fastidio, l'ho preso come un'inquadramento territoriale e non come un “epiteto”), avevo un regolare permesso di soggiorno per il cui rilascio non ho mai fatto più di una mattinata in questura, beneficiavo di prestazioni sanitarie come un cittadino italiano. Diciamo che dal punto di vista della così detta regolarizzazione amministrativa non ho mai avuto problemi come cittadina extracomunitaria.

Dal 1 gennaio 2007 sono diventata orgogliosamente cittadina comunitaria con la speranza che da quella data il soggiorno in Italia sarebbe diventato ancora più facile. E' qua che mi sbagliavo di molto. Purtroppo l'entrata del mio paese nell'Unione Europea ha complicato molto le cose. La normativa italiana che da aprile del 2007 regola il soggiorno dei cittadini comunitari in Italia e che dava voce alla direttiva europea in materia ha suscitato scintillanti dibattiti politici e giuridici. Non voglio adesso giudicare in nessun modo questa normativa, però oggigiorno, moglie comunitaria di un cittadino italiano ho più problemi “amministrativi” che qualche anno fa quando ero una extracomunitaria con un permesso di soggiorno rinnovabile annualmente. Elenco alcune esperienze negative: l'iscrizione anagrafica al comune di Rimini, il rilascio della Carta d'identità, gli uffici del Comune tra quali sembra che il dialogo non esista, l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale che mi ha dimostrato che lo stesso dialogo non esiste neanche tra l'ASL e il Comune, la difficoltà di trovare un lavoro perché laureata all'estero. Nel 2008, l'aver dovuto affrontare tutti questi problemi assurdi mi ha portato verso una conclusione: l'unica cosa che mi tiene oggi in Italia sono solamente gli affetti personali. Tutto ciò perché in Italia è troppo complicato o non si vogliono mettere le basi di un'amministrazione snella, perché i sistemi informatici non sono usati adeguatamente, perché le leggi sono poco chiare e il cui senso viene ulteriormente complicato con così detti “chiarimenti”, circolari e altre forme di “spiegazione” post legem, perché l'immigrazione rimane purtroppo oggetto solo di battaglie politiche ed elettorali, perché l'ipocrisia la fa da padrone.


martedì 11 dicembre 2007

Semplicemente Zingaro


Un poeta camerunese, Ndjock Ngana, diceva: “Conoscere una sola lingua, un solo lavoro, un solo costume, una sola civiltà, conoscere una sola logica è prigione”. Una verità che in una società diventata multiculturale dovrebbe essere il preambolo di tutte le politiche dell'immigrazione. Purtroppo, e non so spiegare il motivo, poco si è fatto per avvicinare culture diverse e per farle dialogare. E mi viene in mente un esempio che ci è vicino: cosa sappiamo degli zingari, della loro storia e della loro cultura? Un popolo di nomadi con i quali l'integrazione è impossibile, che vivono nelle baracche di elemosina e di furti, che prevedono il futuro leggendo la mano, che fanno sposare i loro figli quando sono ancora bambini, che cantano e festeggiano anche quando le cose vanno male. Per farla breve, una cultura “inferiore”.
Siccome penso che, malgrado tutto, questo popolo abbia sofferto molte ingiustizie e sia soggetto a tanti pregiudizi, proverò a farne una piccola presentazione.
La parola “zingaro” è un termine convenzionale usato per identificare un insieme di etnie inizialmente nomadi sulla quale origine si è dibattuto a lungo.
Discendenti di popolazioni provenienti dal nord dell'India, verso l'anno mille sono stati obbligati ad emigrare verso varie zone dell'Asia, Europa, nord-Africa, sud-America e Oceania. Arrivati in Europa, per essere ben accolti, raccontavano di essere pellegrini dal Piccolo Egitto (regione del Peloponneso) e obbligati a vagare per il mondo per sette anni. Il carattere misterioso della loro provenienza aveva affascinato la società medioevale e quindi furono ben accolti. Ma le abitudini di vita diverse da quelle delle popolazioni sedentarie, le bande di ex militari e di mendicanti tra gli zingari hanno contribuito alla loro cattiva immagine e alla ostilità da parte delle popolazioni. Siccome le possibilità di insediamento erano scarse, l’unica possibilità di sopravvivenza consisteva nel vivere ai margini della società. Inoltre, in Europa di quei tempi il colore scuro della pelle era associato alle forze del male (i demoni erano dipinti di nero). In più, praticavano la cartomanzia e la lettura della mano e, in generale, attività legate al soprannaturale. Tutto ciò ha contribuito con successo all'aumento dei pregiudizi nei loro confronti e all'inizio delle persecuzioni in Europa. In Romania e Serbia sono stati schiavizzati per un certo tempo, ma anche in altri stati si sono registrate uccisioni e deportazioni degli zingari (il Porajmos - "devastazione" – rimane nella storia per ricordare il tentativo di sterminio al quale sono stati sottoposti le popolazioni zingare durante il regime nazista).
Si conoscono varie etnie di zingari: rom (nella loro lingua vuol dire “persona”), sinti, camminanti e vari gruppi: rom, sinti, kale, manouches, romanichals, jenisch. La loro lingua si chiama romani, parlata in innumerevoli varianti dialettali. E' una lingua che ha origine dal sanscrito.
In Europa, gli zingari vivono nei Balcani e nell'Europa centrale e hanno la cittadinanza del paese dove vivono. Per questo si parla di zingari romeni, zingari serbi, zingari croati, zingari macedoni, zingari italiani, zingari albanesi, zingari spagnoli, zingari russi, zingari greci, zingari bulgari, ecc.
In Italia sono presenti numerosi gruppi zingari arrivati in varie epoche. La loro più antica presenza è segnalata nel XV secolo, nella zona centro-meridionale del paese.
Oggi in Italia ci sono diversi gruppi nomadi, seminomadi e stanziali: i Sinti (in maggior parte nomadi e giostrai), i Rom abruzzesi, i Rom Lovara e Kalderasa (allevatori di cavalli, indoratori e lavoratori del rame), i Rom Khorakhana e Kanjarja (provengono dalle regioni centromeridionali della ex Jugoslavia), i Rom Rudari (originari della Romania, si occupano della lavorazione del rame e sono musicanti), i Kaulja (provengono per lo più dalla Francia, ma sono originari dell'Algeria). I Camminanti siciliani sono venditori ambulanti.
Sembra che gli zingari non abbiano sviluppato una credenza religiosa propria. Si crede in un mondo sopranaturale dove si contrappongono le forze del bene e del male, con la presenza di entità fantastiche che si manifestano soprattutto durante la notte. Però la religione degli zingari, nella maggior parte dei casi, è quella della popolazione fra cui vivono. Ci sono, quindi, zingari cattolici (in Italia, Spagna, Francia, Ungheria, Polonia, Slovenia, Austria, Croazia), zingari ortodossi (Romania, Bulgaria, Russia, Serbia, Grecia), protestanti (nord Europa), musulmani (Bosnia, Kossovo, Macedonia).
Un insieme di tradizioni e di credenze costituiscono la cultura zingara, messa a dura prova dai cambiamenti che hanno iniziato a colpire il modo di vivere degli zingari. Ma la coscienza dell'appartenenza ad una cultura che sta per disintegrarsi ha determinato una presa di posizione da parte degli zingari stessi che hanno iniziato ad organizzarsi in questo senso. Così, sono nate associazioni di zingari con lo scopo di preservare la lingua e la cultura zingara. Anche l'UE si è mostrata in numerose occasioni interessata a trovare soluzioni per non permettere una perdita di identità delle popolazioni zingare. Inoltre, ha disposto misure di integrazione sociale, misure atte a mettere fine alla discriminazione alla quale sono stati soggetti per tanto tempo gli zingari: educazione, formazione professionale, coinvolgimento nella politica (vi sono parlamentari zingari in diversi parlamenti nazionali e anche nel Parlamento Europeo), inclusione sociale. Tutto ciò in un mondo nel quale i pregiudizi sugli zingari continuano ad esistere.
Per capire le popolazioni zingare bisogna dialogare di più, avvicinarsi con più interesse al loro modo di essere e alla loro cultura. Ecco la definizione che si danno gli zingari stessi, ripresa da un poeta zingaro, Spatzo (Vittorio Mayer Pasquale) Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà./ In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria. / Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo. / .... / Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose / che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare: / una mattina di sole, un bagno nella sorgente, / lo sguardo di qualcuno che ci ama. / E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce. / Ci piace camminare sotto le stelle. /Si raccontano strane cose sugli Zingari. / Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle / e che possiedono il filtro dell'amore. / La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi. / Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo. / La nostra è una vita semplice, primitiva. / Ci basta avere per tetto il cielo, / un fuoco per scaldarci /e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

Raluca Albu

venerdì 9 novembre 2007

Senza titolo

Chiedo scusa a tutto coloro che si potranno sentire offesi dai toni, a volte, "alti" dei miei scritti, mi lascio ogni tanto portata dall'onda degli eventi....comunque al giornale molte volte mi segano pezzi leggermente sarcastici...