mercoledì 11 aprile 2007

La Cittadinanza e l’identità nazionale

Nel mese di novembre il paesaggio politico italiano si è arricchito di una nuova formazione. Si tratta del Partito dei romeni in Italia, ovvero il Partito Identità Romena.
Gli obbiettivi del partito sono di sviluppare e promuovere la coesione culturale e politica della comunità romena in Italia e, in generale, migliorare le condizioni di vita dei romeni in Italia.
Conformemente al suo statuto, il partito potrà partecipare a tutte le elezioni amministrative, politiche ed europee che si svolgeranno in Italia.
Confesso che la notizia mi ha sorpreso e mi è venuto spontaneo pensare: bene, così i romeni potranno avere una rappresentanza anche a livello politico in Italia.
Poi una valanga di domande:
  1. La comunità romena, oggi una dellepiù grandi in Italia, ha veramente bisogno di una rappresentanza “di identità nazionale” a livello politico?
  2. Come è possibile concepire che una formazione politica che si dichiara appartenente ad una “etnia” possa avere voce a livello legislativo e decisionale di modo da poter migliorare le condizioni di vita di una sola “etnia”?
  3. Se si vuole che gli immigrati abbianouna voce in più non sarebbe più indicato creare una formazione politicache rappresentasse gli interessi di tutti gli immigrati? Inoltre i grandi temidell’immigrazione sono già tra le preoccupazioni dei partiti italiani,sensibili ai problema.
  4. Chi voterà il partito dei romeni?Avrà abbastanza sostegno elettorale per poter raggiungere il Parlamento oi “governi” locali e regionali?
  5. Una volta acquisita la cittadinanzaitaliana voterò questo partito? I problemi con cui mi confronterò sarannogli stessi di tutti gli italiani: lavoro, casa, previdenza sociale,fiscalità. Per preservare la mia identità nazionale mi indirizzeròprobabilmente alle associazioni culturali serie, senza bisogno discomodare nessun partito politico.
Non darò evidentemente nessuna risposta a queste domande in quanto rispetto il libero pensiero di tutti.
So invece chi voterò come futura cittadina italiana: un partito che promuove la multiculturalità, che non ha paura di ciò che è diverso, un partito che sostiene la tolleranza e la libertà di pensiero politico e religioso.

N.B Attualmente in Italia non viene riconosciuto il diritto di voto agli extracomunitari residenti (a differenza di altri paesi europei) .

Raluca Albu

Nazha Salami è una trentenne marocchina laureata in ingegneria informatica

“Vorrei che la mia esperienza positiva incoraggiasse gli altri” è ciò che si augura Nazha Salami, una ragazza marocchina di 30 anni che è riuscita, con tenacia e coraggio, a mettere in piedi una sua attività a Rimini.
Nazha è nata in Marocco. I suoi genitori si erano stabiliti in Italia, dove lei veniva ogni tanto, ma la sua educazione è avvenuta all’estero: il diploma in Marocco e la laurea in informatica e programmazione industriale a Parigi.
Anche se i suoi genitori le avevano consigliato di stabilirsi in Francia, il suo amore per Rimini, dove d’estate coniugava il lavoro stagionale con il divertimento, e il desiderio di stare vicina alla famiglia la spingono a prendere la decisione di trasformare l’Italia nella sua seconda casa.
Dopo aver preso il permesso di soggiorno per lavoro, dopo che l’Università di Bologna ha riconosciuto il titolo rilasciatole dall’università francese, Nazha inizia la sua lunga fila di colloqui nella speranza di trovare lavoro come informatico, il suo mestiere. E’ piuttosto difficile in quanto ha avuto a che fare con tanti datori di lavoro sensibili, sfortunatamente, non alla sua bravura come ingegnere informatico, ma alla sua origine straniera, anche se parla benissimo l’italiano. Una serie di delusioni la spinge a decidere di non fare più colloqui e di continuare a lavorare come aiuto cuoco, mestiere che le assicurava una vita decente.
Le amiche italiane, impressionate dalla sua storia, la convincono a partecipare ad un corso di Comunicazione Marketing nell’ambito del quale Nazha rimane affascinata dalle lezioni sulla creazione d’impresa. Adesso si rende conto che l’unica possibilità per poter esercitare il suo mestiere è di andare avanti e di creare una sua attività. L’Ufficio Immigrazione della CGIL è il primo ente al quale chiede informazioni su come aprire un’impresa. Viene indirizzata verso CNA dove trova persone con il cuore aperto disposte a offrirle orientamento per aprire un’attività.
Il preventivo è piuttosto consistente e, quindi, aprire un’agenzia di viaggi insieme alla sua sorella che si stava per laureare diventa un sogno impossibile. Nazha si rende conto che l’unica cosa che poteva fare era di aprire un’attività Western Union. Intanto organizza da sola corsi di informatica di base che registrano grande successo. Poi decide di chiedere un prestito alla banca. Fortunatamente i dirigenti della banca conoscono Nazha e le sue risorse, sanno che è una persona di cui ci si può fidare e il suo piano d’affari sembra fattibile. Il prestito le viene concesso subito e anche con l’aiuto dei genitori Nazha riesce a mettere in piedi un phone center.
Oggi Nazha gestisce e dirige da sola un phone center a Rimini. E’ una ragazza serena, determinata in tutto ciò che intraprende e con il grande desiderio che la sua storia incoraggi gli altri a seguire i loro desideri. Anche se non è stato sempre facile, anche se a volte ha dovuto lottare con i pregiudizi, la sua correttezza e professionalità l’hanno aiutata a guadagnare la fiducia delle persone che nel momento di bisogno le hanno dato volentieri una mano. In più, non ha mai perso la sicurezza nelle sue proprie capacità.
Business is business però se intorno a tutto non esistesse un pizzico di umanità come sarebbe il mondo?

Raluca Albu

Una grande festa popolare

In Romania, paese con una significativa maggioranza ortodossa, la Pasqua è il più importante
evento del calendario religioso.
Quest’anno la Pasqua ortodossa coincidecome data con la Pasqua cattolica, momento di grande festa in Romania e soprattutto in Transilvania dove i cristiani cattolici, protestanti, ortodossi festeggeranno insieme la resurrezione di Gesù. Come tutti i popoli, i romeni hanno creato un intero sistema di tradizioni folcloristiche che sono state conservate fino ad oggi.
I festeggiamenti in occasione della Pasqua sono molto pittoreschi e mettono in primo piano significati profondi dei rapporti tra le persone e la natura.
Nella Settimana Santa si fanno le pulizie generali nelle case e nei giardini dei romeni perché c’è la credenza di essere colpiti da una maledizione se a Pasqua non brilla tutto di pulizia. Le donne preparano i cibi che saranno portati in chiesa la domenica della Pasqua per essere benedetti. La tradizione dice che durante la notte di Giovedì santo o la mattina di Giovedì santo le tombe
si aprono e le anime dei morti tornano alle loro case. Per accoglierle si accendono fuochi nei giardini o nei cimiteri.
Una pratica che è diventata molto famosa all’estero è quella di dipingere le uova in occasione
della Pasqua. Le uova, sode o svuotate, generalmente si dipingono di rosso, come simbolo del sangue di Gesù, ma si usano anche altre colori. In Bucovina (est Romania) e in Maramures (nord Romania) è nata una vera arte di dipingere le uova, con vari motivi e simboli. Le uova si pensa simbolizzino la tomba di Gesù che si è aperta per la sua resurrezione. La domenica di Pasqua ogni persona deve rompere un uovo rosso facendolo “incontrare” con un altro uovo rosso tenuto in mano da un’altra persona e dicendo la frase “Cristo è risorto” e ricevendo dall’altro la risposta “In verità è risorto”. Si pensa inoltre che le uova rosse abbiano poteri sovrannaturali: curano le malattie, proteggono gli animali, proteggono dalle forze cattive in generale.
Per la Pasqua le donne devono indossare abiti nuovi, segno del rinnovamento e del cambiamento.
Nella parte est del paese si è conservata la tradizione delle giovani donne che la notte della Pasqua salgono nel campanile per lavare le campane con “l’acqua non toccata” (acqua presa da una fontana mentre quella che la prende rimane in assoluto silenzio). Le donne che portano questa acqua non devono parlare fin che non avranno lavato la campana. La mattina seguente le donne non sposate si lavano con questa acqua e si pensa che così saranno più attraenti.
In Transilvania esiste un’altro costume: “annaffiare” le donne nel giorno di Pasqua. Gli uomini prendono con loro un profumo e devono spruzzare le donne che conoscono, come segno di purificazione e di ringiovanimento.
Per quanto riguarda i bambini, il coniglietto porta loro nella mattina di Pasqua uova rosse e piccoli regali.
La Pasqua dai romeni non è solo il momento religioso della resurrezione di Gesù, ma anche
l’inizio della primavera, la rinascita della natura.
Un augurio di Buona Pasqua a tutti!

Raluca Albu

A Rimini trionfano gli stranieri

Il piatto più famoso al mondo, la pizza, è stato protagonista della seconda edizione del trofeo Carmelo Calabrese, organizzato presso l’area Riminipizza, il 12 febbraio all’interno dell Fiera Pianeta Birra.
Momento di confronto tra i pizzaioli italiani e stranieri provenienti da Egitto, Marocco, Ucraina persino Cina e Bangladesh, la manifestazione ha messo in luce che il dialogo interculturale non ha bisogno sempre di parole, ma di un po’ di farina, pomodoro, vari ingredienti, due mani, fantasia, buon gusto e grandi sorrisi. Tutto condito con un pizzico di entusiasmo, giovinezza e amicizia.
Il concorso prevedeva due categorie: Presentazione, indirizzato a soddisfare gli occhi, senza dimenticare il palato, e Gusto e Qualità, con l’accento sul gusto del prodotto, le materie prime utilizzate, la modalità di preparazione e la professionalità dei concorrenti.
Tra i partecipanti a questa manifestazione abbiamo avuto l’occasione di conoscere l’ucraina Svitlana Puchko del Ristorante “Boca Baranca” di Marina Romea (RA), prima classificata alla sezione Presentazione, Qiu Wei Feng (Luca) di nazionalità cinese – Ristorante “Auriga” di Rimini (RN), il secondo classificato alla sezione Presentazione e l’albanese Beniamino Bilali, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, attualmente pizzaiolo presso il ristorante “Al Gufo” di Rimini. Sono tutti giovanissimi, arrivati in Italia con il sogno di una vita migliore in un paese che conoscevano grazie ai media, con la nostalgia del proprio paese, dei parenti e degli amici rimasti in patria. Anche se diversi come provenienza culturale o come livello di studi (Svitlana è laureata in economia-commercio), quando parlano della loro esperienza come pizzaioli sono pieni di entusiasmo. Beniamino ha portato avanti il lavoro dei suoi genitori che avevano in Albania una pizzeria al taglio, si è perfezionato in Italia avendo come primo maestro un connazionale, ha iniziato a vincere gare in Italia e all’estero. Qui Wei è stato iniziato ai misteri del mestiere a Roma e poi non ha più smesso. C’è una luce forte nei suoi occhi quando parla della sua professione.
Svitlana da piccola era appassionata dai lavori con la plastilina, così si spiega il piacere che prova a lavorare la pasta, i biscotti, la pizza.
L’Italia ha saputo valorizzare il talento di questi giovani stranieri e ha dato loro la possibilità di esprimersi al meglio. Ecco perché le difficoltà che a volte hanno dovuto affrontare per ottenere i permessi di soggiorno e il rinnovo sono state quasi dimenticate. Ecco perché tutti sognano di costruirsi un futuro in Italia e di continuare a fare il mestiere di pizzaiolo. Beniamino desidera con ardore diventare maestro pizzaiolo e Qiu Wei si vede in Cina quando sarà anziano.
L’evento organizzato da Riminipizza ha svelato anche altri nomi di pizzaioli che hanno incantato i palati più fini: Pasquale Montesanto (terzo classificato sezione Presentazione, Ristorante “Boca Baranca” di Marina Romea (RA), Faruk Amin del Bangladesh, Raffaele Fabbrocino (Ristorante “La Pizzeria di Lele” di Brescia (BS), Alessandro Santoro (Ristorante “Pummarò” di Gabicce Mare (PU), Mario Avagliano (Pizzeria “Mastro Pizza” di Rimini).
Ancora una volta italiani e stranieri insieme hanno saputo oltrepassare le frontiere e hanno fatto della pizza la regina dell’arte gastronomica.

Raluca Albu

Un sogno che diventa realtà

Inseguire un sogno può essere a volte pericoloso. I vecchi dicevano: stai attento a cosa sogni, un giorno potrà diventare realtà.
Questa è una storia di un sogno il cui seguito scopriremo insieme.
Quando sei piccolo, vivere in un regime che mette frontiere ai tuoi sogni è molto doloroso. Però si sa bene che i piccoli sono tenaci e non si arrendono mai. E’ la storia di una romena innamorata delle lingue straniere, che soffre per non poterle mai praticare, che ha un unico sogno: poter
andare all’estero per perfezionarsi. Un sogno che l’accompagna sempre…segue il suo percorso scolastico, si laurea, lavora, si trasforma in un grande con un vecchio sogno. Siccome andare all’estero, anche dopo la caduta di Ceausescu, rappresentava una grande impresa in materia economica e di ottenimento dei visti d’ingresso e dei permessi di soggiorno, quando una scuola italiana, impressionata dalla lettera di intenti del nostro personaggio, le propone di partecipare ad un corso di lingua italiana per 3 settimane a spese sue, è da capire perché la risposta è subito: si. Finalmente le si apriva una porta, finalmente poteva dar seguito al suo sogno. E’, purtroppo,
anche il momento in cui la nostra romena deve affrontare i primi problemi in materia di ingresso all’estero. Un sogno che rischia di crollare. Però la rabbia e la frustrazione danno ancora più coraggio alla nostra romena e così riesce a far capire al console italiano che una persona il cui unico desiderio e’ di conoscere meglio la lingua e la cultura italiana non rappresenta alcun pericolo. Seguono 3 settimane meravigliose nella scuola di Rimini, un periodo di arricchimento
culturale e di nuove amicizie.
Adesso inizia a germogliare il desiderio di ripetere questa esperienza. Tre settimane non sono sufficienti per migliorare l’italiano, vuole conoscere più a fondo una cultura straniera. Alla fine del corso torna in Romania portando con sè il desiderio di ritornare in Italia. Siccome non trova un’altra borsa di studio, l’unica modalità per poter rientrare in Italia è quella di approfittare
della possibilità data ai cittadini romeni di entrare in Italia come turisti per un periodo di massimo 3 mesi. Due signore italiane, organizzatrici del primo corso di lingua
italiana, la aiutano a tornare e a trovare un lavoro come baby-sitter. E’ un momento difficile per la nostra romena. Si confronta molto con la solitudine, le mancano i genitori e gli amici. Però si sa che per inseguire un sogno ci vogliono sacrifici e lei è pronta a combattere tutto e tutti.
La sua tenacia è stata alla fine ricompensata: è stata ammessa all’università in Italia. Una grande soddisfazione personale! Deve studiare e lavorare per potersi mantenere. E’ orgogliosa di passare gli esami con il massimo dei voti.
Dopo la laurea inizia a fare piccoli passi verso lavori diversi: diventa impiegata in un’agenzia di turismo, fa la segretaria di un albergo, inizia a fare mediazione interculturale lavorando soprattutto con i detenuti stranieri, con le scuole e il Centro per l’impiego. Intanto le si propone di collaborare con l’università che le attribuisce l’incarico di insegnare agli studenti. Momento
di massima soddisfazione per una persona che ha dato tutto per lo studio.
Oggi per lei Italia vuol dire casa. Qua ha incontrato l’amore che le ha dato anche la gioia di vivere la maternità. Le ho chiesto se era contenta. Non esita a dirmi di sì.
Sì, seguire un sogno è difficile: ci vuole coraggio e sacrifici. Lei ce l’ha fatta.

Raluca Albu

Un comune futuro

Quello del 2007 è diventato il “Capodanno dell’Integrazione” per i romeni e i bulgari che dopo tanti anni hanno visto avverarsi il loro sogno di diventare membri dell’Unione Europea.
Un processo di adesione duro visto il gap che il regime dittatoriale ha creato tra i due paesi e l’Europa Occidentale, gap che le giovani democrazie romena e bulgara sono riuscite a superare.
E’ un momento storico per i due paesi balcanici che segna la riunificazione dell’Europa Occidentale e l’Europa Orientale.
Certo, questo evento ha creato reazioni pro e contro. C’è chi teme un’invasione di lavoratori
romeni e bulgari in Europa, c’è chi esprime preoccupazione per quanto riguarda la delocalizzazione delle imprese sempre più verso l’est e l’estremo Oriente, c’è chi invece è contento che non dovrà più pagare dazi doganali, c’è chi si risparmierà tutta la burocrazia da affrontare per poter assumere un lavoratore romeno o bulgaro.
Non dimentichiamo però che gli stessi punti interrogativi se li era posti l’Unione Europea nel maggio del 2004 quando da 15 stati membri si era estesa a 25. Falsi problemi che sono stati demoliti dal desiderio dei popoli di questi paesi di passare dallo stato di “cittadini europei di secondo grado” allo stato di veri cittadini europei. I progressi fatti dalla Slovenia hanno permesso la sua entrata nella “zona euro” dal 1 gennaio 2007. I nuovi cittadini europei affrontano con molto entusiasmo le sfide, malgrado i problemi che devono superare: l’aumento dei prezzi, i limiti all’accesso delle merci sul mercato europeo per inadempimento delle condizioni europee di produzione,ecc.
I vari paesi dell’unione Europea hanno adottato diverse procedure per regolare il lavoro ed il soggiorno dei nuovi cittadini della UE almeno per i primi due anni.
Per quanto riguarda l’Italia, il Consiglio dei Ministri ha già preso alcune misure per regolare il regime dei romeni e bulgari che lavorano o desidereranno lavorare in Italia.
Si è decisa l’apertura delle frontiere per i lavoratori dei settori agricolo, turistico -alberghiero, edilizio, metalmeccanico, lavoro domestico e di assistenza alla persona, lavoro dirigenziale e altamente qualificato, lavoro stagionale. Significa che i lavoratori romeni e bulgari saranno trattati come i lavoratori italiani e non avranno più bisogno di rivolgersi allo Sportello Unico per
l’Immigrazione. Un lavoratore romeno o bulgaro dovrà solamente richiedere, in base ad un contratto di lavoro e facendo prova di un alloggio idoneo, la carta di soggiorno.
Per quanto riguarda gli altri settori di attività, si è prevista una procedura semplificata per i datori di lavoro che vogliono assumere lavoratori romeni o bulgari: il nulla osta richiesto tramite raccomandata agli Sportelli Unici per l’Immigrazione della provincia dove sarà svolta l’attività lavorativa. Dopo il nulla osta il lavoratore romeno e bulgaro potrà richiedere la carta di soggiorno.
I romeni e i bulgari entreranno in Italia utilizzando la carta d’identità. Non potranno essere più espulsi, solo allontanati per motivi di ordine e sicurezza pubblica o di sanità pubblica.
I titoli di studio ottenuti in Romania sono riconosciuti sul territorio dell’Unione Europea. Inoltre, gli avvocati, gli architetti, i contabili e i liquidatori potranno praticare liberamente il loro mestiere nell’U.E
Adesso che ci avvicina di più l’appartenenza alla grande famiglia europea speriamo che la convivenza tra italiani, romeni e bulgari sia sempre più consolidata e che l’integrazione di questi cittadini avvenga con meno difficoltà …siamo tutti cittadini europei!
Raluca Albu

Porte aperte ai “cervelli globali”

Sono molti ormai gli studenti stranieri che vengono in Italia per studiare nelle nostre università e trovare migliori condizioni per sviluppare il loro sapere.
E questa è una importante risorsa per il futuro del nostro paese.

Negli ultimi anni si e’ parlato tanto della fuga dei cervelli italiani all’estero, alla ricerca di migliori condizioni di studio e di lavoro. La stessa attenzione non è stata accordata ad un altro fenomeno, analogo, ma in qualche modo inverso, quello degli studenti stranieri che vengono in Italia per ragioni simili a quelle dei loro omologhi italiani che pure vanno all’estero.
Sono i cosiddetti “cervelli globali”, giovani provenienti da quasi tutto il mondo con la speranza di trovare condizioni di studio e di impiego migliori del paese di provenienza.
E c’è chi ha capito che questo fenomeno, anche se non raggiunge i livelli registrati in paesi come Francia, Spagna, Inghilterra, Olanda, potrebbe contrastare la notevole fuga di cervelli italiani all’estero e contribuire alla crescita culturale, scientifica e tecnologica dell’Italia.
Una testimonianza in questo senso è il collegio universitario a Venezia gestito dai padri gesuiti che, con saggezza, hanno saputo offrire un’esperienza di condivisione e arricchimento culturale a giovani studenti di tutti i continenti, al di là delle convinzioni e credenze religiose. E’ bello trovare questi giovani cattolici, ortodossi, musulmani, buddisti, protestanti che costruiscono insieme un futuro, al di là di tutti i problemi (e tengo a sottolineare: la necessità di rinnovare annualmente il permesso di soggiorno per motivi di studio, l’incertezza del rinnovo, i requisiti economici per l’ingresso in Italia, il meccanismo difficile di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti
all’estero, l’assistenza sanitaria). Problemi che purtroppo si ingigantiscono a causa di una legislazione sull’immigrazione non aperta per quanto riguarda lo scambio interculturale. Si studia insieme, si racconta la storia del proprio paese, si portano in primo piano problematiche sociali e politiche, ci si diverte insieme, si cresce insieme.
Alcuni di questi studenti stranieri insegnano adesso all’università, altri sono ricercatori, o fanno gli architetti, interpreti, economisti, pittori, musicisti, archeologi.
In un mondo dove la globalizzazione non è soltanto una parola, ma una realtà, “collezionare” cervelli diventa di importanza primaria.
E’ necessario però emanare leggi che favoriscano lo scambio interculturale, promuovere misure che incentivino lo studio, educare nello spirito della tolleranza e rispetto reciproco.
Mi auguro che siano in tanti a capire che gli studenti stranieri che hanno scelto l’Italia come fonte di sapere e conoscenza non sono un problema da affrontare con leggi rigide sull’immigrazione, ma una risorsa da incoraggiare e sostenere. Grazie Padre Dino e Padre Aldo.

Raluca Albu