lunedì 4 novembre 2013

Nel mondo del web siamo tutti uguali

Articolo pubblicato nell'inserto Chiamami Cittadino n.611/2009 del giornale Chiamami Città 

Ormai il computer è entrato a far parte delle nostre famiglie e sembra che nulla si possa fare senza il suo indispensabile aiuto. Non è più un bene di lusso, neanche un oggetto usato da pochi, nemmeno un mostro davanti al quale non si sa cosa e come fare. Una conquista alla portata di tutti nel XXI secolo di cui l’Italia ha iniziato solo da poco a fare tesoro. Le misure di e-government
favoriscono l’innovazione e migliorano le modalità di relazionarsi tra la pubblica amministrazione e gli utenti. Però devono essere affiancate da misure di e-inclusion (alfabetizzazione informatica della popolazione, possibilità di accesso a internet per tutti, promozione della cultura della società dell’informazione) per non rimanere senza utilità pratica.
Dal 2007 anche il mondo dell’immigrazione italiana si confronta sempre di più con problematiche connesse alle nuove tecnologie. Con un semplice click si possono inviare domande di assunzione di cittadini extracomunitari, si possono avere informazioni sulla situazione di una domanda di assunzione e l’assegna-
zione di una quota. Una procedura semplice che evita le file agli Sportelli Unici, a disposizione di coloro che hanno un computer e un collegamento internet. Sono diventate ormai famose le Click-day che tante volte hanno mandato in tilt i server del Ministero dell’Interno a causa del numero elevatissimo di accesso in un determinato arco temporale. Un incidente di percorso che non ha scoraggia- to nessuno e che ha determinato la pubblica amministrazione a promuovere sempre di più l’utilizzo dell’internet nel risolvere pratiche legate all’immigrazione. Tanto che oggi il click è diventato necessario per le domande di ricongiungimento familiare o per le domande di assunzione dei lavoratori stagionali extracomunitari. In più, tante province, questure, comuni si sono adoperati a mettere a disposizione degli immigrati tutte le informazioni
necessarie riguardanti il soggiorno in Italia attraverso numerosi siti e portali web. Sono molti gli immigrati che utilizzano la rete come fonte di informazione, come strumento di lavoro, di ricerca lavoro, come strumento di comunicazione con i propri cari rimasti in patria. Ci sono forum di immigrati dove si cercano
spesso soluzioni a problemi comuni. Si prov a non escludere nessuno e in aiuto a coloro che non dispongono di un PC e di un collegamento internet sono corsi in aiuto i sindacati, il patronato, numerose agenzie che assistono nella compilazione delle varie pratiche. In più, molti enti hanno iniziato ad organizzare corsi di informatica di base per immigrati. Perché un immigrato non deve solo conoscere la lingua del paese ospitante, ma deve anche avere la possibilità di acceso a tutte le informazioni riguardanti il paese dove ha deciso di vivere.
Certamente il problema dell’alfabetizzazione informatica non è solo un problema degli immigrati, ma riguarda anche molti italiani.
I corsi di utilizzo del computer potrebbero essere un’occasione di incontro e di comune sforzo tra italiani e immigrati.

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